Agenda 21

Agenda 21 locale

Gorizia - Savogna d’Isonzo - Farra d’Isonzo - Mossa

Introduzione

La storica Conferenza Mondiale su Sviluppo e Ambiente del 1992, organizzata dall’ONU a Rio de Janeiro, ha sancito l’avvio del processo di integrazione delle politiche ambientali nelle politiche settoriali ed ha rilanciato il concetto di Sviluppo Sostenibile, inteso come lo sviluppo che integra e pone in equilibrio tre dimensioni: Ambiente, Economia e Società. Le varie definizioni esistenti fanno emergere i tre aspetti di fondo che caratterizzano gli obiettivi dello Sviluppo Sostenibile:

  • arrestare il degrado ambientale;
  • impedire l’impoverimento delle generazioni future;
  • migliorare la qualità della vita e l’equità tra le attuali generazioni.

Sviluppo Sostenibile: "…lo sviluppo che permette di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri…"
"…un processo in cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’o rientamento tecnologico ed il cambiamento istituzionale sono in armonia ed accrescono le potenzialità presenti e future per il soddisfacimento dei bisogni…"
(Rapporto Brundtland, 1987)
"…un armonioso e bilanciato sviluppo delle attività economiche, una crescita sostenibile e non inflazionistica rispettosa dell’ambiente…"
(Trattato di Maastricht, art.2, 1992) "…un uso razionale e la salvaguardia dell’ecosistema globale sono presupposti essenziali dello sviluppo sostenibile, assieme alla prospettiva economica e ad un’adeguata organizzazione sociale…"
(VI Programma di Azione per l’Ambiente della Comunità Europea, 2001)
 

Per applicare concretamente una politica di Sviluppo Sostenibile in tutte le sue dimensioni (sociale, economica, ambientale, istituzionale) è necessario programmare azioni ed interventi di diversa natura e su diversi livelli:

  • soluzioni tecnologiche;
  • soluzioni di redistribuzione delle risorse;
  • strumenti di mercato;
  • valori individuali e stili di vita
  • riforme istituzionali ed economiche.

L’Agenda 21 è il documento programmatico sottoscritto a Rio da 178 governi nazionali che indica le strategie, gli obiettivi, le azioni e gli attori coinvolti nel processo di attuazione dei principi dello Sviluppo Sostenibile.
Il capitolo 28 dell’Agenda 21, elaborato e promosso fin dal 1991 dall’International Council for Local Environmental Initiatives (ICLEI) fino alla sua integrazione nel documento sottoscritto a Rio, sottolinea che le autorità locali possono e devono giocare un ruolo fondamentale nel passaggio al nuovo modello di Sviluppo Sostenibile.

 

A Rio de Janeiro si è focalizzato con maggiore attenzione l’ambito locale ed in particolare le problematiche dell’ambiente urbano. E’ alla scala locale, infatti, che è stato riconosciuto un ruolo decisivo nel favorire progressi Agenda 21: "…pensare globalmente, agire localmente…"

Agenda 21 Locale: "…è un processo multi-settoriale e partecipativo per realizzare gli obiettivi dell’Agenda 21 a livello locale, attraverso la definizione e l’attuazione di un Piano strategico di lungo termine che affronti le problematiche prioritarie di sviluppo sostenibile a livello locale…" (capitolo 28 di Agenda 21, 1992) graduali in campo ambientale e ad essi viene attribuito un ruolo strategico nel definire un modello sostenibile di sviluppo per l’intero pianeta. A tal fine le Pubbliche Amministrazioni possono agire da volano per un nuovo sviluppo territoriale, essendo più vicine ai problemi e riuscendo, quindi, a comprenderne la specificità e l’urgenza. Non va dimenticato, infatti, che gli enti locali sono responsabili della programmazione e pianificazione territoriale, orientando le politiche per le attività produttive, adottando le politiche ambientali predisposte a livello nazionale, promuovendo interventi di carattere sociale e culturale secondo i bisogni locali.

Le Pubbliche Amministrazioni, dunque, si trovano in una posizione strategica per favorire iniziative di innovazione e cambiamento volte ad orientare verso lo Sviluppo Sostenibile i modelli di produzione, di consumo e di gestione delle risorse.

Lo sforzo degli enti locali verso il nuovo modello di sviluppo riceve, inoltre, un’ulteriore gratificazione in termini di visibilità e di scambio di idee ed esperienze attraverso l’adesione ad iniziative internazionali e in particolare di carattere europeo, come la Carta di Aalborg, la Campagna Europea delle Città Sostenibili o il Coordinamento delle Agende 21 Locali.
Carta di Aalborg: nel maggio del 1994, ad Aalborg (Danimarca), si è tenuta la prima Conferenza sulle Città Sostenibili organizzata dalla Comunità Europea.
Tale Conferenza è riuscita a far convergere al proprio interno molte delle esperienze già esistenti in materia (ICLEI, EUROCITIES, the Council of European Municipalities and Regions, WHO-Health Cities Network, Car Free Cities). Nell’ambito di tale Conferenza è stata predisposta e sottoscritta una Carta di impegni, aperta all’adesione di tutte le città che intendano intraprendere la strada della sostenibilità.
"…le città riconoscono che il capitale di risorse naturali, atmosfera, suolo, acqua e foreste, è divenuto il fattore limitante del loro sviluppo economico e che pertanto è necessario investire in questo capitale…" (Punto 1.6 della Carta di Aalborg, 1994)

Il processo di Agenda 21 Locale

L’Agenda 21 Locale rappresenta uno strumento con cui l’Amministrazione definisce non soltanto i propri obiettivi di salvaguardia ambientale e sviluppo socio-economico, ma anche, e soprattutto, le strategie e le azioni con cui metterli in pratica.

Essa è chiamata ad aprire un dialogo con i propri cittadini, le associazioni locali e le imprese al fine di creare consenso attorno ad un Piano d’Azione concordato tra autorità locale e comunità, che conduca ad un miglioramento della qualità della vita dei cittadini (miglioramento della dimensione ambientale, economica e sociale).

Un processo di Agenda 21 Locale presenta caratteristiche che per alcuni aspetti sono simili a quelle di altri strumenti di progettazione del territorio. Tuttavia essa riveste aspetti particolari derivanti dalla necessità di contenere al proprio interno i diversi principi dello Sviluppo Sostenibile. Esiste una combinazione di presupposti, quindi, che il processo di Agenda 21 Locale dovrebbe senz’altro prevedere:

  • la partecipazione, ossia il coinvolgimento attivo e rappresentativo di tutti i portatori di interesse di una comunità locale;
  • un approccio interdisciplinare, cioè l’utilizzo di diverse discipline, saperi e linguaggi nell’a nalisi e nella progettazione delle azioni da realizzare;
  • un approccio integrato, focalizzando l’ambito di analisi e progettazione sull’interazione fra problematiche ambientali, sociali, economiche ed istituzionali e sull’utilizzo di diversi strumenti tecnici e non tecnici, volontari e normativi, formali e informali;
  • la responsabilità, come impegno di ogni singolo attore nella realizzazione di singole azioni per obiettivi più complessivi, nonché come fattore di attivazione di partenariato fra diversi attori;
  • la continuità, come fattore di crescita qualitativa, di sviluppo di capacità relazionali, tecniche, progettuali e quantitative in termini di risultati raggiunti dal punto di vista della sostenibilità sociale, economica e ambientale.

A livello teorico l’elaborazione del percorso di Agenda 21 Locale può seguire approcci e percorsi diversi per meglio adattarsi alla realtà territoriale oggetto del processo. Da un punto di vista pratico, però, è stato possibile, e si è ritenuto utile, individuare delle caratteristiche comuni a tutti i processi di Agenda 21 Locale tali da permettere la definizione di linee guida internazionalmente valide.

In particolare, l’ICLEI ha pubblicato un manuale per le autorità locali la cui metodologia è stata ripresa dall’ANPA (oggi ISPRA) nelle "Linee Guida per le Agende 21 Locali" del 2000.

Le principali fasi del processo di elaborazione di un’Agenda 21 Locale sono:

  • la definizione di una visione comune, che rappresenta il punto di partenza nel quale vengono individuati e sottoscritti i principi ispiratori dell’azione condivisi da tutti gli attori presenti sul territorio;
  • l’analisi dei problemi, che ha lo scopo di ricostruire il contesto di riferimento attraverso l’i dentificazione delle principali problematiche e la specificazione di cause, effetti ed attori coinvolti. Quest’analisi si avvale di diversi strumenti, fra cui matrici, dati e studi di riferimento già esistenti, nonché testimonianze dirette degli attori coinvolti;
  • l’elaborazione di un Piano d’Azione Locale, che costituisce lo sbocco finale dell’intero processo. Esso infatti definisce, in base alle risultanze dell’analisi dei problemi, gli obiettivi generali e quelli specifici, le azioni e gli strumenti da mettere in atto, gli attori responsabili per queste azioni e gli indicatori di monitoraggio e valutazione;
  • l’attuazione, il monitoraggio, la valutazione e la revisione, che insieme rappresentano la parte più importante e delicata al fine di rendere realmente operativi gli indirizzi e le azioni contenute nel piano d’Azione Locale. Tali compiti prevedono un impegno concreto, un monitoraggio continuo e la possibilità di intervenire in ogni momento per poter effettuare quelle integrazioni indispensabili al raggiungimento degli obiettivi prefissati, in un’ottica di miglioramento continuo.

Riassumendo, l’Agenda 21 Locale è:

  • un prodotto per lo Sviluppo Sostenibile: Il Piano d’Azione Locale, infatti, è il prodotto finale di un processo di Agenda 21 Locale: esso rappresenta lo strumento per realizzare modelli di Sviluppo Sostenibile in vari ambiti tematici, coerentemente con gli obiettivi generali del Programma Agenda 21 delle Nazioni Unite;
  • un processo per lo Sviluppo Sostenibile: Si tratta di un processo dinamico che prevede diverse fasi di lavoro parallele e specifiche, nonché la partecipazione di numerosi portatori di interesse che devono giungere alla definizione di un Piano d’Azione condiviso;
  • uno strumento operativo per le politiche di Sviluppo Sostenibile: E’ un nuovo strumento volontario di governance a disposizione degli enti pubblici di diverso livello per definire e realizzare in modo co-responsabile politiche e programmi intersettoriali per lo Sviluppo Sostenibile.

Quali opportunità per il territorio

L’Agenda 21 Locale deve riflettere le visioni, i valori, le ambizioni e gli obiettivi di ciascun attore locale. Essa offre l’opportunità di elaborare un progetto di sviluppo locale condiviso, favorendo una vasta partecipazione e la responsabilizzazione dell’intera collettività.

Più in particolare, Agenda 21 Locale permette:

  • la realizzazione di un processo di miglioramento ambientale, sociale ed economico su scala locale e base volontaria, che presenta potenziali benefici di ritorno su più fronti grazie al suo inserimento in un contesto nazionale, europeo e mondiale;
  • l'elaborazione di politiche, programmi e iniziative intersettoriali orientate allo Sviluppo Sostenibile del territorio locale;
  • la fruizione di uno strumento innovativo per il coinvolgimento dei gruppi di interesse dell’e nte pubblico;
  • l’applicazione di un processo decisionale partecipato basato sul coinvolgimento attivo e consensuale della cittadinanza;
  • la promozione e la valorizzazione globale dei diversi approcci, culture, risorse ed energie umane.

I vantaggi per i singoli attori o i singoli settori sono molteplici. Ogni attore/settore può:

  • far conoscere le problematiche e il punto di vista del proprio settore ad una ampia gamma di soggetti;
  • diffondere la conoscenza e valorizzare i progetti realizzati e quelli in corso di esecuzione;
  • apprendere e scambiare informazioni e conoscenze;
  • essere parte attiva in termini di idee e stimoli nella definizione di nuovi progetti sul territorio.

Quali vantaggi per l'Amministrazione locale

Nell’ambito di un progetto di Agenda 21 Locale emergono numerose opportunità per l’A mministrazione Pubblica locale. Non si possono trascurare, infatti, i vantaggi che possono essere conseguiti attraverso l’implementazione di un processo di Agenda 21 Locale:

  1. Contribuire a migliorare la qualità ambientale, sociale ed economica del territorio;
  2. Svolgere un ruolo più attivo nei processi decisionali pubblici di livello superiore;
  3. Valorizzare la diversità di approcci, progetti, culture, visioni esistenti a livello locale;
  4. Costruire nuove alleanze fra gli attori locali (partenariato sociale);
  5. Conservare, riqualificare e valorizzare i beni paesaggistici e naturalistici esistenti;
  6. Conservare, riqualificare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale;
  7. Beneficiare di finanziamenti provinciali, regionali, nazionali ed europei;
  8. Inserirsi in network nazionali (es.: Coordinamento Nazionale A21L) ed europei (es.: Campagna Europea Città Sostenibili);
  9. Migliorare e razionalizzare la gestione dei rifiuti, delle risorse idriche ed energetiche;
  10. Migliorare l’offerta turistica locale;
  11. Valorizzare i prodotti tipici locali;
  12. Fare conoscere le problematiche e il proprio punto di vista ad un’ampia gamma di soggetti;
  13. Diffondere e valorizzare la conoscenza dei progetti realizzati e in corso;
  14. Apprendere e scambiare informazioni e competenze locali;
  15. Essere parte attiva di un processo di sviluppo locale innovativo in termini di idee, percezioni e proposte;
  16. Favorire un approccio partecipato, sistemico e interdisciplinare allo sviluppo locale;
  17. Favorire l’adozione di strumenti di gestione urbana sostenibili e di nuovi modelli di governance;
  18. Contribuire all’aggiornamento professionale della propria amministrazione;
  19. Aumentare la visibilità, l’impegno e il posizionamento istituzionale sui temi dello Sviluppo Sostenibile e di Agenda 21 Locale in ambito provinciale, regionale e nazionale;
  20. Dare concretezza al proprio ruolo di agente del cambiamento e dell’innovazione a livello locale.

Obiettivi del progetto

L’obiettivo generale dell’intervento è l’impostazione, l’avvio ed il coordinamento di un Forum per l’Agenda 21 Locale, finalizzato all’elaborazione di un Piano d’Azione Locale d’indirizzo per lo Sviluppo Sostenibile.
Obiettivi più specifici sono:

  • preparare le condizioni tecniche ed organizzative per la definizione e la gestione del processo di Agenda 21 Locale;
  • simulare un processo di A21L e favorire lo sviluppo di idee chiave tramite il coinvolgimento di attori diversi (imprenditori, amministratori, tecnici, associazioni): tale fase costituisce un momento propedeutico alle successive attività di partecipazione e prevede l’applicazione della metodologia European Awareness Scenario Workshop (EASW®) della Commissione Europea, DG XI;
  • attivare il più ampio processo di consultazione e partecipazione possibile dei soggetti economici, sociali e culturali facenti parte del territorio locale (stakeholders);
  • definire obiettivi, azioni, strumenti, indicatori, tempi di attuazione, risorse e modalità di verifica del Piano di Azione Locale;
  • promuovere attività di informazione sul territorio relativamente agli obiettivi e alle implicazioni di Agenda 21 Locale;
  • integrare gli strumenti di gestione urbana ed ambientale esistenti;
  • facilitare potenziali iniziative di partnership fra i diversi attori finalizzate a progetti di sostenibilità locale.

Principali fasi operative di un processo di

Il processo di Agenda 21 Locale si articola normalmente secondo delle specifiche fasi progettuali. Queste sono:

  • "Fase 1" Individuazione e coinvolgimento del pubblico e dei partners
    La riuscita e l’efficacia di un processo di Agenda 21 Locale richiede in via prioritaria e preliminare un elevato grado di partecipazione e consapevolezza di tutti i soggetti direttamente coinvolti. Lo sviluppo di un’adeguata azione di sensibilizzazione, informazione e formazione assume dunque un ruolo di cruciale importanza, il cui esito positivo dipende, a sua volta, da un’analisi preliminare dello scenario nel quale si intende intervenire. Ciò allo scopo di identificare con la maggiore precisione possibile gli interlocutori verso i quali rivolgersi, definire gli obiettivi prioritari di comunicazione e identificare quindi le azioni e gli strumenti più adatti. Tale fase è propedeutica alla successiva attivazione del Forum Locale.
  • "Fase 2" Attivazione e gestione del Forum Locale
    Tutti i soggetti rilevanti a livello territoriale ai fini della definizione di una strategia ambientale (istituzioni, soggetti economici, associazioni, gruppi informali, ecc.) vengono coordinati all'interno di un Forum Locale, teso ad orientare il processo di elaborazione dell'Agenda 21 Locale e a monitorarne l'applicazione. La consultazione permanente della comunità locale ha lo scopo di riconoscere i bisogni, definire le risorse che ogni parte può mettere in gioco, individuare e istruire gli eventuali conflitti fra interessi diversi e definire una visione (Vision) dei punti critici e dei punti di forza affinché questi siano affrontati nel Rapporto sullo Stato dell’Ambiente e nel Piano di Azione Locale. Il Forum è organizzato in Gruppi Tematici (anche detti Gruppi di Lavoro) in modo da attivare tutte le risorse di conoscenza e di confronto disponibili sul territorio.
  • "Fase 3" Predisposizione del quadro diagnostico
    Contestualmente all’attivazione del Forum Civico si predispone un quadro di Analisi Ambientale: prima attraverso un Quadro Diagnostico Preliminare, che sarà sottoposto alla discussione critica del Forum, e poi attraverso il Rapporto sullo Stato dell’Ambiente (RSA). In questa terza fase risulta fondamentale la raccolta di tutti i dati di base sull'ambiente fisico, sociale ed economico del territorio. E’ quindi necessaria la predisposizione di un vero Audit urbano che serva a costruire, attraverso indicatori ambientali, il Rapporto sullo Stato dell'Ambiente. Su quest’ultimo si svilupperà poi, con l'aiuto del Forum Locale, la discussione per la redazione del Piano di Azione Locale (PAL).
  • "Fase 4" Individuazione dei Targets
    Nel processo di Agenda 21 Locale è oltremodo fondamentale la definizione degli obiettivi (Targets). Questi, che dovranno essere quanto più concreti e quantificabili possibile, vengono integrati e classificati secondo un ordine di priorità. Gli obiettivi generali e le priorità si dovranno quindi tradurre in programmi indirizzati a obiettivi specifici, associati a precise scadenze temporali.
  • "Fase 5" Costruzione di un Piano d’Azione Locale (PAL)
    Dopo la definizione delle priorità e degli obiettivi da raggiungere si passa alla costruzione di un Piano d’Azione Locale, che consiste nella stesura di linee di intervento in campo ambientale e nell’individuazione dei relativi strumenti d’azione. Il Piano dovrà essere adottato precisando anche quali saranno gli attori sociali che concorreranno alla sua implementazione e stabilendo, con il concorso del Forum Locale, gli indirizzi per la gestione dello stesso. Il Piano d’Azione Locale deve essere inteso, infatti, come un programma di azioni concrete e necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati, attraverso la definizione degli "attori" che saranno responsabili dell'attuazione, delle risorse finanziarie e degli strumenti di supporto.
  • "Fase 6" Implementazione, monitoraggio, valutazione e feedback
    L’ultima fase riguarda la valutazione e la revisione, che devono essere gestite da parte del Forum Locale, dell’Amministrazione e della cittadinanza e devono essere finalizzate alla determinazione dell’efficacia complessiva dei programmi portati a termine, grazie alla valutazione dei risultati e delle cause di eventuali insuccessi. Alla luce delle valutazioni, basate su indicatori qualitativi e quantitativi, si passa alla revisione dell’intero processo. Il fine ultimo è quello di aggiornare il Piano con nuovi target e azioni appropriate per raggiungere più efficacemente gli obiettivi definiti precedentemente, il tutto in un ottica di miglioramento continuo.