Mossa nella storia | 1877 - 2017

CENNI INTRODUTTIVI: 

 

Premessa:

Con la Legge Provinciale del 05 agosto 1877 veniva sancita la costituzione del comune locale di Mossa, inserito nel distretto di Gradisca. Fino ad allora Mossa era parte del comune locale di Lucinico, formato dai due comuni censuari di Lucinico e di Mossa. Le vicende che portarono alla separazione da Lucinico sono ampiamente descritte nel libro “ Mossa nella storia “ edito dall’A mministrazione Comunale nel 2009. Dall’agosto 1877 a dicembre 1927 Mossa rimane comune autonomo. Da gennaio 1928 entrò a far parte del comune di Capriva di Cormons assieme a quelli di San Lorenzo di Mossa e Moraro; tale situazione amministrativa durò fino al 26 agosto 1955, data della nuova autonomia comunale che perdura fino ad oggi. Le pubblicazioni storiche riguardanti la comunità di Mossa, edite dalle varie Amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni ( La Villa di Mossa, Mossa 1900 – 1918, Mossa 1956/1996 - quarant’anni di vita amministrativa, Mossa nella Storia, La Chiesa del Preval ), hanno come matrice principale le varie fonti documentali fin qui pervenute, rimarcando, in larga parte, le varie vicissitudini umane ed economiche nella loro generalità. La comunità di Mossa fino al 1918 faceva parte dell’Impero Austro – Ungarico ed in tale contesto è stata coinvolta nelle vicende belliche 1914 – 1918; alla fine della 1^ guerra mondiale, dal 1919 al 1921 era amministrata dall’Italia e dal 1921 a seguito del trattato di Rapallo fu definitivamente annessa al Regno d’Italia. ( da wikipedia - Il trattato di Rapallo, firmato il 12 novembre 1920, fu un accordo con il quale l'Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni stabilirono consensualmente i confini dei due Regni e le rispettive sovranità, nel rispetto reciproco dei principi di nazionalità e di autodeterminazione dei popoli. Esso rappresentò la conclusione del processo risorgimentale di unificazione italiana sino al confine orientale alpino e l'annessione al Regno d'Italia di Gorizia, Trieste, Pola e Zara ).

 

Lo stato civile nella comunità di Mossa dal 1877

Il Concilio di Trento aveva imposto alle parrocchie la redazione e la conservazione dei libri dei battesimi, matrimoni, funerali e stato delle anime. Dal 1610 la Chiesa controriformata esigeva la redazione in lingua latina, mentre prima erano ammesse le lingue locali. Compilati in osservanza ai sacramenti, più semplicemente i libri riportano nascite e morti dei fedeli, registrando così il movimento della popolazione e lo stato civile. La tenuta dello stato civile nell'ordinamento giuridico austriaco era deferita dallo Stato alle strutture ecclesiastiche esistenti sul territorio. L'Ufficio di Stato Civile per i territori annessi al Regno d’’Italia è stato istituito dal Regio Decreto del 24 settembre 1923 n. 2013 e fino ad allora la tenuta dei registri delle nascite, morti e matrimoni rimane demandata all’autorità ecclesiale. Con l’istituzione delle stato civile, collegato all’anagrafe, dal 01.01.1924 i registri delle nascite, dei defunti e dei matrimoni vengono tenuti dai funzionari statali e non più dall’autorità ecclesiale. Nell’archivio della Parrocchia Sant’Andrea di Mossa sono conservati i registri delle nascite, dei defunti e dei matrimoni dal 1870. Sono inoltre conservati due registri più datati: uno dei defunti dal 1823 al 1876 ed uno dei matrimoni dal 1865 al 1871; tali due registri però denotano molte incertezze, in particolare per quanto riguarda l'identificazione delle persone tramite la paternità e la maternità. Tra i registri della parrocchia sono pure conservati due tomi ( anagrafe 1 e anagrafe 2 ) che sono fungono da vero e proprio registro della popolazione ed ove sono riportate in ordine alfabetico l'individuo, il nucleo e i legami familiari con i relativi dati ( cognome e nome, luogo ed epoca della nascita, epoca del matrimonio, religione, epoca della morte, osservazioni ). I due tomi sono stati redatti dai vari parroci, in qualità di ufficiali civili, con elenco dei pertinenti e/o dimoranti nella comunità di Mossa nel periodo 1880 ( presumibile ) – 1923.

 

La ricerca genealogica della comunità di Mossa.

La storiografia riguardante Mossa, in generale, può essere desunta dalle varie pubblicazioni esistenti; si possono ripercorrere le varie epoche e constatare le trasformazioni che hanno caratterizzato la comunità con il recupero di una sorta di “ dimensione narrativa “ ( a tal fine, di seguito, si vedano le copertine delle pubblicazioni storiche edite dal comune di Mossa ). Pur nella loro accuratezza, le citate pubblicazioni svolgono però solo in parte una ricerca genealogica degli abitanti della comunità, lasciando comunque ampie tracce per successivi approfondimenti. Come già accennato dal 01 gennaio 1924 l’Italia ha conformato lo Stato Civile e l’Anagrafe delle province annesse al resto della Nazione con l’impiego di funzionari civili. Relativamente al periodo austro ungarico, per la ricerca genealogica si può fare riferimento ai soli registri custoditi presso la Parrocchia di Mossa o, in copia, presso l’Arcivescovado.

 

La comunità di Mossa fino al 1923

Nel corso degli ultimi anni, grazie alla cortesia dell’allora coordinatore don Arnaldo Greco e dell’attuale parroco don Walter Milocco, i registri parrocchiali sono stati messi a disposizione per la loro consultazione, che ha portato alla valorizzazione non solo della ricerca genealogica ma, più in generale, della storia della società, degli individui e delle loro relazioni. Va soprattutto evidenziata l’accuratezza dei dati riportati sui registri da parte dei sacerdoti che si sono susseguiti nel periodo esaminato; in modo particolare sono di grande valore i dati del periodo della prima guerra mondiale e successivo, al fine della ricerca delle persone morte al fronte, per eventi bellici e in profuganza. In modo particolare va segnalata l’opera di don Arturo Pinat, parroco negli anni del primo conflitto mondiale. Di seguito si indicano i parroci che dal 1870 al 1923 che hanno svolto il loro ministero nella Parrocchia Sant'Andrea Apostolo di Mossa e che in vario modo hanno tenuto in ordine i registri parrocchiali:

• Andreas Fiegel ( pievano – dal 1870 )

• Dominicus Costantini ( cooperante - 1872 )

• Valentino Bresausig ( coperante - 1875 )

• Alberti Tilgner ( cooperante - 1878 )

• Andreas Znidarcic ( cooperante – 1881 )

• Gottardus Pavletic ( cooperante – 1882 )

• Josephus Peteani ( cooperante ed amministratore – 1885/1887 )

• Franciscus Ziach ( pievano – dal 1887 ) • Dominicus Moretti ( pievano – dal 1902 )

• Artur Pinat ( amministratore – dal 1911 al 1915 )

• Il 07.06.1915 viene celebrata l’ultima messa nella vecchia parrocchiale della Centa; lo stesso giorno il parroco don Arturo Pinat viene arrestato (*)

• Guido Russian ( provvisorio – 1918 )

• Arturo Pinat ( amministratore parrocchiale – 1919 )

• Eugenio Pividor ( pro ex delegato – 1921 ) • Guido Russian ( amministratore parrocchiale – 1922 )

• Pietro Zorzenon ( amministratore parrocchiale – 1922 )

(*) È di notevole interesse il libro di Camillo Medeot dal titolo “ Storie di preti isontini internati nel 1915 “ ove trova memoria la vicenda dall’Amministratore Parrocchiale di Mossa Don Arturo Pinat che venne arrestato il 07.06.1915, incarcerato, e , successivamente, dopo dolorose vicende, internato in Sicilia. ( vedi l’estratto della pubblicazione allegata ).

 

Dalla pertinenza austriaca alla cittadinanza italiana

La pertinenza nell’ambito dell’Impero asburgico era del tutto distinta dalla cittadinanza ( Staatsbürgerrecht ) e si definiva come un vincolo che legava ogni individuo ad un dato comune, una sorta di indigenato locale. La pertinenza, qualificante, per l’appunto, l’appartenenza dell’i ndividuo al nesso comunale e distinta sia dal domicilio ( sede principale dei propri affari ed interessi ) sia dalla residenza ( dimora abituale ), si acquisiva iure loci con la nascita, iure sanguinis per via paterna, per il matrimonio con un pertinente, o in conseguenza di speciali rapporti con le istituzioni comunali che comportavano l’obbligo della residenza nel territorio del Comune stesso. Dall’assunzione della pertinenza derivava un sistema di diritti/doveri, quali: il diritto di voto attivo e passivo nelle elezioni amministrative, la facoltà di vivere «incondizionatamente» in un dato comune, il diritto all’assistenza in caso di malattia o di indigenza attraverso sussidi ed aiuti erogati dalla Congregazione di Carità. La pertinenza poteva essere acquisita anche dagli stranieri qualora, divenuti cittadini austriaci, avessero fissato per oltre un decennio la loro dimora stabile in un comune dell’Impero. La scelta operata dal trattato di Saint-Germain ( che fa parte dei pre accordi parigini che sancirono formalmente la conclusione della prima guerra mondiale e che l’Italia sottoscrisse ), in tema di cittadinanza, ne limitava l’a cquisto ipso iure ai soli pertinenti nati nei territori annessi o che avessero acquisito la pertinenza prima della dichiarazione di guerra per una diretta volontà ma non a quanti l’avessero assunta per pubblico servizio o ancorché pertinenti non fossero nati in quei territori (art. 71). Era una scelta che mirava ad inibire l’acquisizione della cittadinanza italiana a persone il cui legame con i territori annessi non fosse così stretto come quello derivante dalla nascita e dalla discendenza e che rispondeva a un criterio prettamente politico che privilegiava coloro che vi erano nati, i cosiddetti «originari», rispetto ai « domiciliati » ( E. Capuzzo - Dalla pertinenza austriaca alla cittadinanza italiana ).

( L’accertamento veniva prodotto mediante la compilazione e la pubblicazione di una lista di persone per le quali si fossero verificate le condizioni necessarie all’acquisto della cittadinanza. La lista veniva comunicata dal Comune al Commissario civile, che nella nuova organica amministrativa, fondata in sostanza da un punto di vista territoriale sulla precedente ripartizione distrettuale, aveva sostituito il Capitanato distrettuale dell’amministrazione austriaca, e vi era un mese di tempo dalla notificazione della lista per presentare al Comune nuove iscrizioni o per presentare ricorsi per la correzione delle iscrizioni o la loro cancellazione. Nelle città dotate di un proprio statuto e cioè nei centri di maggiore importanza come Bolzano, Trento e Rovereto nel Trentino, Trieste, Gorizia e Rovigno nella Venezia Giulia la lista per l’acquisto della cittadinanza optimo iure doveva, invece, essere presentata al Commissario Generale Civile. Dei ricorsi in tema di cittadinanza decideva in forma gerarchica in primo grado il Commissariato Generale Civile con sede a Trento e a Trieste, sentita una commissione istituita in ogni città con proprio statuto e in ogni distretto politico e in secondo grado l’Ufficio Centrale per le Nuove Provincie, sentita la VI sezione del Consiglio di Stato, appositamente creata per i territori annessi ).

All'anagrafe del Comune di Mossa è presente un tomo con la lista dei cittadini di pieno diritto pertinenti al Comune ( art. 1 R.Decreto 30 dicembre 1920, n. 1890 ) che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, redatto presumibilmente nel 1923.

 

Ricognizione dei cittadini dimoranti nella comunità di Mossa dal 1877 al 1920.

Dalla lettura dei registri parrocchiali è emersa la possibilità della ricognizione dei cittadini della comunità di Mossa, dalla sua costituzione come comune autonomo ( 1877 ) alla fine della prima guerra mondiale ed all’annessione all’Italia ( 1920 ). Specificatamente nei due tomi ( anagrafe 1 e anagrafe 2 ) - detti anche libri delle anime - che fungono da registro della popolazione con l’i ndicazione delle varie famiglie dimoranti nel comune ( nome, cognome, epoca e luogo di nascita, epoca del matrimonio, epoca della morte, osservazioni, ecc. ) sono concentrate le principali informazioni. Tutti i dati rilevabili dai tomi anagrafe 1 e anagrafe 2 sono stati trascritti in un “ data base “ con indici di ricerca ( es. civili morti in guerra, militari A.U. morti in guerra, profughi IT, profughi A.U. ecc. ). Tale “ data base “ contiene l’elenco di circa 3.100 persone dimoranti a Mossa in varie fasi e periodi. Analogamente, i dati rilevabili dal tomo dell’anagrafe del Comune di Mossa con l’elenco dei cittadini di pieno diritto pertinenti al Comune, sono stati a loro volta trascritti in un altro “ data base “ contenente circa 1.100 nominativi. I dati dei due “ data base “ sono stati messi a confronto rilevando la perfetta conformità dei dati stessi. La completezza e l’accuratezza delle registrazioni sui tomi parrocchiali fanno presumere la completa attendibilità dei dati, in modo specifico quelli desumibili dalle “ osservazioni “ con il luogo del matrimonio e della morte. Nelle “ osservazioni “ sono anche indicati altri dati a completamento, come l’eventuale soprannome, il luogo di emigrazione, la morte in guerra, ecc. Nell’approssimarsi del ricordo della fine della prima guerra mondiale ( 1918 ), come prima iniziativa, sono stati estrapolati i seguenti elenchi di persone pertinenti e/o domiciliate nella comunità di Mossa morte a causa degli eventi bellici:

• militari morti o dispersi con la divisa austro-ungarica ( n° 33 )

• civili morti a seguito di eventi bellici ( n° 31 + 3 prigionieri austriaci )

• civili morti profughi in Austria Ungheria ( n° 14 )

• civili morti profughi in Italia ( n° 63 )

Dati approssimativi invece risultano quelli riferiti ai profughi, sia in Austria Ungheria che in Italia, in quanto nei registri parrocchiali si possono rintracciare solo i nominativi dei nati e dei morti in profuganza ( dati attendibili ma forse incompleti ); da tali dati si può desumere l’e sodo solo una di parte delle famiglie che hanno vissuto tale esperienza.

 

La prima guerra mondiale ( 1914 – 1918 ) – coscritti della comunità di Mossa.

Con Legge 06.06.1886 , B.L.I. n° 90, in Austria viene istituita la leva di massa ( Landsturm ) alla quale sono obbligati tutti i cittadini atti alle armi, dal 19° al 42° anno di età, non appartenenti all'esercito, alla marina o alla milizia ( Landzverh ); relativamente ai coscritti della Comunità di Mossa è stato preso in considerazione il periodo 1875 - 1915.   Per detto periodo, dal confronto dei nominativi in età di leva ricavati dai registri parrocchiali di pertinenti e/o domiciliati a Mossa allo scoppio della prima guerra mondiale con quelli presenti sui libri matricolari consultabili presso l’Archivio di Stato di Gorizia ( 1875 - 1909 ), sono stati ricavati i nominativi di  circa 105 persone che potrebbero aver combattuto con la divisa austro ungarica nei diversi fronti orientali dell’Impero asburgico. La lista - COSCRITTI DELLA COMUNITA' DI MOSSA 1914 - 1918 - pubblicata nel sito allegato " LA GRANDE GUERRA ( 1914 - 1918 ) " è stata desunta dagli scarni elementi storici a disposizione e pertanto  potrebbe risultare incompleta e/o inesatta in taluni nominativi; tale elenco, in ogni caso, potrebbe venire rivisto ed integrato alla luce di notizie più dettagliate, qualora a conoscenza, da parte di eventuali nipoti e pronipoti ( ed altri ). Ovviamente, ai suddetti nominativi, vanno aggiunti quelli dei morti e dispersi con la divisa austro - ungarica.